Un prete in fuga | L’OSSERVATORE ROMANO

Jean-Mercier

 

28 giugno 2017

In italiano il parroco di Jean Mercier

26 agosto 2016 – di Charles de Pechpeyrou

Tutti ricordiamo le avventure di Don Camillo, alle prese con il suo “miglior nemico” Giuseppe Bottazzi, detto Peppone, che si batte in senso letterale e figurato per difendere la sua parrocchia nella bassa emiliana sedotta dal comunismo e che si fa regolarmente riprendere (ma sempre gentilmente) dal suo amico Gesù nei loro dialoghi divertenti e intensi di fronte al crocifisso. È proprio questa alleanza del divertente e del profondo che ritroviamo nel romanzo Monsieur le curé fait sa crise di Jean Mercier (Paris, Edition Quasar, 2016, pagine 176, euro 12), giornalista d’informazione religiosa del settimanale cristiano francese «La Vie».

La storia somiglia a quella che scuote tante parrocchie in Francia. In un contesto di crisi delle vocazioni, su uno sfondo di penuria di sacerdoti, l’abbate Benjamim Brucquoy, prete di una cinquantina d’anni che si divide tra le sue tante chiese, cerca di portare in salvo le anime che gli sono state affidate ma si scontra con molte difficoltà: impossibilità di trovare del tempo per l’evangelizzazione tra le riunioni e i compiti amministrativi, difficoltà a dialogare con il suo vescovo impegnato in un complesso gioco di equilibri con le autorità civili, tensioni ideologiche tra i laici della parrocchia, senza dimenticare le sue mancanze, come la sua gelosia verso un giovane confratello e amico al quale il vescovo ha offerto il posto a cui lui aspirava.

Con i nervi a fior di pelle, sceglie di fuggire con il suo breviario lasciando scritto: «Non ne posso più, preferisco sparire». Comincia per ognuno un esame di coscienza mentre i giornali formulano le ipotesi più folli… Leggendo «Monsieur le curé fait sa crise» si pensa a personaggi letterari come «Il Barone Rampante» di Italo Calvino o «Don Camillo» di Giovannino Guareschi, ma anche a figure reali come san Giovanni Maria Vianney, confessore instancabile. Attraverso l’abbate Brucquoy, Jean Mercier esplora, con acume e umorismo, problematiche ecclesiali serie come lo stress dei sacerdoti, il clericalismo, la strumentalizzazione della religione per fini politici.

Tra le righe c’è un’acuta riflessione sull’evangelizzazione e sulla laicità. Un esercizio di umiltà in cui occorre ricominciare mettendosi in ginocchio, nel confessionale, per rivelarsi meglio. Liberi dalla vergogna e dal senso di colpa. In pace. Con il sorriso.

Sorgente: Umorismo e spiritualità 


 

In italiano il parroco di Jean Mercier

È appena uscita nelle librerie italiane la storia di don Beniamino Brucquoy, prete francese che, di fronte all’egoismo e all’indifferenza dei suoi parrocchiani — nel già difficile contesto della crisi delle vocazioni — decide di fuggire, suscitando tra i fedeli preoccupazione e incomprensione. Il Signor parroco ha dato di matto (Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2017, pagine 144, euro 14) — versione italiana del romanzo del giornalista francese Jean Mercier (Monsieur le curé fait sa crise, recensito sull’Osservatore Romano del 27 agosto 2016) — mettendo in scena una specie di don Camillo dei nostri tempi, propone una riflessione profonda
sul senso del sacerdozio e della vita cristiana di oggi, a fronte di sfide senza precedenti.

Sorgente: In italiano il parroco di Jean Mercier | L’OSSERVATORE ROMANO


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