Dal monsignore alla guardia svizzera, dal custode alla farmacista: ecco i “maratoneti del Papa” | Repubblica.it

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Nasce la rappresentativa vaticana di atletica.
Una trentina di dipendenti della Santa Sede,
donne e uomini,
laici e prelati

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Roma 17 settembre 2017 – I runner dell’Athletica Vaticana alla partenza della mezza maratona «Via Pacis» (foto OmniRoma)


di PAOLO RODARI – 04 settembre 2017

Nasce la rappresentativa vaticana di atletica. Una trentina di dipendenti della Santa Sede – donne e uomini, laici e prelati – che hanno deciso di condividere la passione per la corsa e, al tempo stesso, di promuovere concrete iniziative di solidarietà, rilanciando appelli e messaggi del pontefice

 

CITTÀ DEL VATICANO – Dopo la Rappresentativa Calcistica Dipendenti Vaticani – squadra di calcio nata nel 1972 per iniziativa di Sergio Valci, dirigente del Fondo Assistenza Sanitaria, che l’ha presieduta fino alla sua scomparsa, nel 2012 – il Vaticano decide di promuovere anche una piccola squadra di atletica formata da guardie svizzere e dai dipendenti della Santa Sede. Si chiama semplicemente “Athletica Vaticana”.

La farmacista, un custode dei Musei vaticani, artisti della tipografia e del legno, dipendenti della Segreteria per la Comunicazione, della Biblioteca apostolica e dell’Archivio segreto. Insieme a loro, anche monsignori di curia, protagonisti nel campo della cultura e dell’ecumenismo e perfino un giornalista dell’Osservatore Romano che corre (quasi) una maratona al giorno per andare in redazione.
Li chiamano “maratoneti del Papa”, a tutti gli effetti la prima rappresentativa vaticana di atletica, in tutto circa trenta persone che hanno deciso di condividere la passione per la corsa e, al tempo stesso, di promuovere concrete iniziative di solidarietà, rilanciando appelli e messaggi del Papa.

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Nel 2012 una squadra di atleti vaticani era stata protagonista del film di Raffaele Verzillo “100 metri dal Paradiso” – la divisa era rigorosamente di colore bianco e giallo (i colori della bandiera vaticana) e per la specialità del getto del peso è stata selezionata una suora di Padova – ma si trattava di fiction. Da oggi, invece, la squadra esiste davvero anche se, ha spiegato all’Osservatore Romano monsignor Melchor Sanchez de Toca y Alameda, riferimento della squadra come responsabile della sezione sport del Pontificio consiglio della cultura, “non parteciperemo alle Olimpiadi, però cercheremo di testimoniare i veri valori dello sport attraverso l’amicizia e l’attenzione alle situazioni di disagio di tante persone”.

La squadra ha ottenuto il placet dalla Segreteria di Stato. Spiega Sanchez de Toca y Alameda: “Ci affianchiamo ai nostri amici e colleghi della rappresentativa calcistica che già da molti anni, oltre a dar vita al campionato interno vaticano, giocano partite per raccogliere fondi destinati alla beneficenza”. E anche “alla squadra di cricket messa su dai sacerdoti studenti delle università pontificie – dunque non propriamente dipendenti vaticani – che sta creando inediti canali di dialogo con i mondi asiatici, musulmani e anglicani”. maratoneti-del-papa“Vogliamo essere testimoni di uno sport puro, solidale, onesto e senza scorciatoie, forte anche nella sua dimensione spirituale”, dice invece la farmacista Michela Ciprietti, che dieci giorni fa ha vinto la mezza maratona notturna di Roma.

“Noi “maratoneti del Papa” non abbiamo come primo obiettivo classifiche e personal best – assicura il tipografo Giancarlo Giannini, con i suoi 59 anni il meno giovane del team – anche se tra noi ci sono runner che corrono forte dal mezzofondo in pista alla 100 chilometri”.
A segnare il debutto di Athletica Vaticana, domenica 17 settembre, sarà la Via pacis: la prima mezza maratona interreligiosa, con partenza e arrivo da piazza San Pietro e passaggio davanti alla sinagoga, alla moschea e alle chiese valdese e ortodossa. Tra i promotori c’è proprio il Pontificio consiglio della cultura.
Oltretevere, in ogni caso, lo sport è sempre stato di casa. A sdoganarlo fra gli alti prelati fu Giovanni Paolo II che amava andare a sciare, passeggiare in montagna, e che nel ritiro di Castelgandolfo si fece costruire una piscina privata.

Sorgente: Dal monsignore alla guardia svizzera, dal custode alla farmacista: ecco i “maratoneti del Papa” – Repubblica.it


 

I maratoneti del Papa | L’Osservatore Romano

Alla corsa interreligiosa Via pacis la rappresentativa podistica dei dipendenti vaticani

Ci sono le guardie svizzere e la farmacista che taglia spesso il traguardo per prima a braccia alzate. Ci sono la restauratrice, il custode dei Musei vaticani e veri e propri artisti della tipografia e del legno. C’è chi porta ogni mattina il latte fresco della fattoria di Castel Gandolfo e chi si occupa di comunicazione, di annona, della Biblioteca apostolica e dell’Archivio segreto. E ovviamente non mancano monsignori di curia, protagonisti nel campo della cultura e e dell’ecumenismo. C’è il vigile del fuoco che ha prestato servizio ad Amatrice e il giornalista dell’Osservatore Romano che corre (quasi) una maratona al giorno per andare in redazione (e che scrive). Sono i “maratoneti del Papa” che hanno dato vita alla rappresentativa vaticana di atletica. Una trentina di dipendenti della Santa Sede — donne e uomini, ecclesiastici e laici — che hanno deciso di condividere la passione per la corsa e, al tempo stesso, di promuovere concrete iniziative di solidarietà, rilanciando appelli e messaggi di Papa Francesco.

mons-Melchor-Sánchez-de-Toca-y-Alameda-maratoneti-del-papa«Non parteciperemo alle Olimpiadi, però cercheremo di testimoniare i veri valori dello sport attraverso l’amicizia e l’attenzione alle situazioni di disagio di tante persone» spiega monsignor Melchor Sánchez de Toca y Alameda, riferimento della squadra come responsabile della sezione sport del Pontificio consiglio della cultura. Ottenuto il via libera dalla Segreteria di Stato, racconta il prelato, «ci affianchiamo ai nostri amici e colleghi della rappresentativa calcistica che già da molti anni, oltre a dar vita al campionato interno vaticano, giocano partite per raccogliere fondi destinati alla beneficenza». E anche «alla squadra di cricket messa su dai sacerdoti studenti delle università pontificiedunque non propriamente dipendenti vaticani — che sta creando inediti canali di dialogo con i mondi asiatici, musulmani e anglicani dove, appunto, il cricket è uno sport diffusissimo».

maratoneti-del-papa-Michela-Ciprietti«Vogliamo essere testimoni di uno sport puro, solidale, onesto e senza scorciatoie, forte anche nella sua dimensione spirituale» dice la farmacista Michela Ciprietti, che dieci giorni fa ha vinto la mezza maratona notturna di Roma. Del resto, aggiunge monsignor Sánchez, «anche la Bibbia è piena di riferimenti in questo senso, basti pensare alle note metafore sportive, anche sulla corsa nello stadio, utilizzate da san Paolo per delineare l’impegno cristiano».

Nelle grandi maratone, nelle piste e per le strade di Roma capiterà così sempre più spesso di vedere runner con la canottiera bianco gialla con la scritta Athletica Vaticana. «Scrivere la parola in latino, con quella “h” in più, è un piccolo vezzo per caratterizzare la nostra rappresentativa» spiega il prelato. «Noi “maratoneti del Papa” non abbiamo come primo obiettivo classifiche e personal best — assicura il tipografo Giancarlo Giannini, con i suoi 59 anni il meno giovane del team — anche se tra noi ci sono runner che corrono forte dal mezzofondo in pista alla 100 chilometri». Non mancherà il confronto tecnico con i campionissimi delle Fiamme gialle, guidate da Vincenzo Parrinello, con il Coni, con il comitato paralimpico e con la Federazione italiana di atletica.

A segnare il debutto di Athletica Vaticana, domenica 17 settembre, sarà la Via pacis: la prima mezza maratona interreligiosa, con partenza e arrivo da piazza San Pietro e passaggio davanti alla sinagoga, alla moschea e alle chiese valdese e ortodossa. Tra i promotori c’è proprio il Pontificio consiglio della cultura. E «non potrebbe essere altrimenti — dice Federico Cavallodipendente delle ville pontificie — sia per i particolari contenuti della manifestazione sia perché le strade tra via della Conciliazione, Borgo Pio e Castel Sant’Angelo sono anche le “piste” di allenamento degli atleti che corrono con la bandiera del Papa».

Certo, fa presente monsignor Sánchez, «di fronte a violenze, guerre e terrorismo che insanguinano il mondo una corsa non può fermare le bombe e convertire i cuori: di per sé è inutile». Tuttavia «una gara podistica, che non mira al profitto ma è all’insegna della gratuità cara a Papa Francesco, è un gesto che ci rende più umani e un’occasione di amicizia». È un fatto «che tutti abbiamo bisogno di gesti umani — aggiunge il vigile del fuoco Paolo Piersanti — e correre insieme può costituire un primo passo per un dialogo più autentico». La corsa, poi,  «è uno sport semplice e universale che prevede una dimensione di socialità ed è per sua natura solidale» conclude il falegname Placido Fois, rilanciando la battuta di un film: «Quando corro sento che Dio sorride».

Sorgente: I maratoneti del Papa | L’Osservatore Romano, lunedì-martedì 4-5 settembre 2017, p. 7

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