I “Diari” di Carmen Hernandez, notte dell’anima e fede solida | Radio Vaticana

 

Carmen-Hernandez-Barrera“Ti amo aiutami, non lasciare che la notte mi mangi l’anima”

16/11/2017 15:34

di Alessandro De Carolis

Carmen-Hernandez“Quando tutto svanisce nel nulla e la notte nell’oscurità, l’anima si nutre del nulla. Signore dove? Come? Chi sei?”. Si apre con queste parole di profonda lacerazione interiore la prima pagina dei “Diari 1979-1981” di Carmen Hernandez Barrera, co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale, editi da Cantagalli e presentati ieri a Roma. Ma sono molte, tra le circa 800 annotazioni che seguono, a essere intrise di questi sentimenti in cui l’anelito all’onnipotenza di Dio, alla sua vicinanza che consola e sostiene, si scontra con la quotidiana impotenza personale, con l’umana debolezza propria e altrui.

“È come se Gesù Cristo le avesse fatto un deserto intorno”, spiega Kiko Argüello, il cui sodalizio con Carmen Hernandez ha permesso al Cammino di svilupparsi e diffondersi in 130 Paesi del mondo. Nel dialogo che l’autrice dei Diari tesse con Cristo si coglie quell’“amore sconfinato” che le ha permesso di condividere 50 anni di missione con l’iniziatore del Cammino senza mostrare “a nessuno – dice Kiko – la sua grande sofferenza interna”.

 

Ascolta e scarica in podcast l’intervista a Kiko Arguello:

EPA/ROLAND SCHLAGER

 

I Diari, custoditi gelosamente da Carmen, sono stati rinvenuti dopo la sua morte, avvenuta il 19 luglio 2016. “Ti amo aiutami, non lasciare che la notte mi mangi l’anima”, scrive, quasi come un gemito, nel luglio del 1980. E due giorni dopo, uno squarcio di sereno: “Al ritorno dalla preghiera in montagna, mi viene un’idea di collaborazione e di rinnovamento”. Morte intima e risurrezione, così scorrono le giornate della massima corresponsabile del Cammino. Che quasi invariabilmente conclude i suoi pensieri con un ardente “Gesù mio ti amo”, nel quale è evidente un senso di affidamento ogni volta più forte della sofferenza che pure la tormenta.

Questo alternarsi di ombre e luci sono le due note su cui si snoda l’armonia di una innamorata di Cristo, spiega il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn, intervenuto alla presentazione del volume. Una notte dell’anima che ricorda quella di Madre Teresa di Calcutta, osserva il porporato, colpito da una “sofferenza portata eroicamente attraverso un “amore stupendo a Gesù”.

Ascolta e scarica in podcast l’intervista al cardinale Christoph Schönborn:

 

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